"Infernetto e Dintorni" è un blog realizzato dell'Associazione Culturale Infernetto e Dintorni, ideato con lo scopo di agevolare lo scambio di opinioni tra gli abitanti dell'Infernetto e del X Municipio, ex XIII Municipio. L'obiettivo del blog è di fornire visibilità circa l'urbanizzazione del quartiere e le criticità ad essa connesse. Divulghiamo informazioni, condividiamo emozioni. L'Associazione è stata promotrice ed è stata fra i Soci Fondatori del Coordinamento Infernetto fino al 09/04/2016.

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martedì 22 gennaio 2008

Veltroni, il solitario




Sabato. Mattina di fine inverno. Mi metto in cammino verso il Porto, godendomi il vento mattutino. Il movimento fisico è un lusso? No. E' una necessità quotidiana, per tutelare il nostro strumento di eccellenza migliore, il cervello. Per potenziarne al massimo le capacità nella giovinezza, e contrastare gli insulti del tempo già dalla prima maturità, fino alla vecchiaia. Non è mai troppo tardi per scoprire i vantaggi che il movimento fisico dà al cervello. Di certo, prima si comincia, maggiore è il beneficio. Usciamo dalla scatola in cui siamo rinchiusi: da case sempre più piccole, da uffici lillipuziani, da automobili in cui stiamo forzosamente seduti per ore, comprimendo, reprimendo e somatizzando frustrazioni ed emozioni. Un corpo compresso e arrugginito comprime e opprime la mente, la rattrista, la impoverisce. Un corpo felice di sentirsi vivo, anche nel movimento, nutre il cervello e stuzzica la mente a volare alta e con più gusto. Tutti cercano le terapie naturali. Pochi praticano con costanza la terapia naturale più semplice ed efficace che c'è: passeggiare sul lungomare. Penso a ieri sera. Cena. Organizzata dall'associazione socio-culturale alla quale appartengo. La Ciurma. Sono intervenuti anche il nostro mini-Sindaco con il suo vice. Paolo Orneli e Alessandro Onorato. Competenti e preparati. La giornata sta trascorrendo tranquilla. Nonostante le proteste di Simonetta, che mi voleva con sé. Riunione di condominio. Diurna e straordinaria. Mi volto di scatto. Pallida, magra, vestita di nero, vedo una ragazza avvicinarsi. Sembra una figura diabolica. Per un istante ne ho paura. Poi la riconosco. Una ex collega comunale. Non é più la ragazzina che ho conosciuto allora. E' cambiata, ma ancora non so dire quanto. Dal giorno del mio passaggio a un'altra amministrazione non le ho più parlato. Ventiquattro anni fa. "Sono io..." "Carla!" Lei mi porge la mano e me la tiene stretta a lungo. "Abiti a Ostia, vero?" annuisco. Mi sento le ginocchia molli." Parliamo. Poi mi saluta. "Cerca di farti sentire qualche volta, Mario". Mi sembra di sognare, ma l'urlo di Gabriele mi richiama alla realtà. "Devo andare..." Le lascio la mano. "Buona fortuna". Nel frattempo Gabriele mi ha raggiunto. Mi chiede i soldi per la benzina. Scuoto la testa, ma lo accontento. Riprendo a passeggiare pensando che i limiti di velocità insostenibili e bizzarri ci sono da sempre sulle strade, ma a farli diventare un caso sono stati autovelox, telelaser e photored che, utilizzati a regola d'arte, diventano così efficaci da indurre dubbi sui loro veri scopi. Alcuni limiti sono così difficili da rispettare in condizioni normali che chi ne fosse capace rischierebbe di provocare tamponamenti oltre che intoppi al traffico: un esempio sono i 50 km orari sulle tangenziali e i raccordi a tre corsie o i 40 orari nelle corsie autostradali a due corsie. Arrivo al Porto. Mi siedo su una panchina del belvedere. Leggo il giornale. Al Porto. Veltroni avverte che il Pd andrà al voto da solo, qualunque sia la legge elettorale, consigliando a Berlusconi di avere il coraggio di fare altrettanto. Resta l'impressione di una cannonata a Prodi e di una spinta verso le urne. Tanto più che Rutelli profetizza la fine della legislatura con il referendum. Entro in un bar. Prendo un caffè, pensando. A Veltroni. L'intervento di Veltroni cade in un momento delicatissimo per la vita del Governo e non stupisce che lasci di stucco tanto la fazione governativa del Pd quanto gli alleati minori della coalizione. La sfida a Berlusconi non è una bravata, ma il tentativo di affermare un nuovo bipolarismo attraverso la reciproca legittimazione e il superamento della frammentazione partitica. Veltroni è ben consapevole dell'effetto che le sue parole potrebbero avere sulla tenuta della coalizione e si affretta ad aggiungere: dal Pd "non arriva alcuna minaccia" a Prodi, l'esecutivo "deve proseguire il suo lavoro". Però il monito resta, in tutta la sua durezza. Intravedo Simonetta. Mi faccio largo tra la folla, ma un istante dopo è scomparsa. Oggi c'è molta gente al Porto. E' impossibile trovarla in questa calca. Accellero il passo. Schivo la gente. La raggiungo. Le sfioro una spalla. "Simonetta!". E' davvero lei, pallida e stanca dopo la riunione condominiale. Ci guardiamo per un istante. "Non qui, seguimi" le dico. Entriamo in un bar. Ci sediamo a un tavolino. "Vuoi parlare?" Simonetta scuote la testa. "Vuoi dirmi almeno come è andata la riunione?". "Faticosa". "Lo capisco". "Ma tu perchè non mi hai accompagnato, dove sei stato, cosa hai fatto?".
Non rispondo. Usciamo dal bar. Dal belvedere rimaniamo a osservare il mare. Mi volto verso lei. "Non me las sentivo di partecipare alla riunione. Ho preferito passeggiare. Non le dico di carla. Non le dico di Gabriele. Incredibile: le parlo, invece, di Veltroni. E' attonita. Sbuffa annoiata. Le dico: la linea Veltroni, oltre a gettare nello sconcerto gli alleati minori, non convince neppure gli oppositori nel Pd. Bindi e Parisi, che guidano la componente "Democratici davvero", propongono il ritorno al "Mattarellum". Ma non è tutto. Il Pd, aggiunge Parisi, "non ha la maggioranza assoluta dei voti" e, se sostiene una logica proporzionale, dovrà comunque allearsi e lo farebbe a farlo indipendentemente dal mandato degli elettori. Simonetta é seria. Mi guarda di sottecchi. Io continuo imperturbato: in bilico tra sconcerto ed orgoglio le reazioni degli alleati minori. Rifondazione, che parte da un 6 per cento scarso, vede nel diktat veltroniano un attentato alla stabilità dell'esecutivo ma si dichiara, avverte Giordano, pronta alla competizione con il Pd in nome dell'unità della sinistra. Invece il referendario Di Pietro (Idv) accusa Veltroni di voler promuovere "il ritorno della prima Repubblica con la politica dei due forni". Simonetta mi guarda. Per un attimo rimane in silenzio, poi scoppia a ridere. Stringo i pugni. Quindi mi alzo. La guardo sorpreso: sono già sul punto di inalberarmi. Poi mi rasserereno. Simonetta mi si stringe contro e un sorriso illumina il mio viso. Sospiro. Le carezzo la testa. Ride. Torniamo a casa. Il cielo é limpido e il sole splendente. Mario Pulimanti (Lido di Ostia -Roma)

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